Gibiino benedice Pellitteri, è candidato sindaco. Forza Italia gli ha già consegnato il suo simbolo

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Gela | al «sileno» la presentazione del candidato sindaco del centrodestra

Gibiino benedice Pellitteri, è candidato sindaco
Forza Italia gli ha già consegnato il suo simbolo

Ieri mattina la conferenza stampa del candidato sindaco del centrodestra Gioacchino Pellitteri, alla presenza dello stato maggiore regionale di Forza Italia. L'ex senatore azzurro è sostenuto da cinque liste

di Giuseppe Maria Tinnirello

La conferenza stampa di Gioacchino Pellitteri
La conferenza stampa di Gioacchino Pellitteri

C’erano i big di Forza Italia, vecchi e nuovi, ieri mattina alla conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco ufficiale del centrodestra, Gioacchino Pellitteri, per la tornata elettorale del 31 maggio prossimo a Gela. Tre le liste civiche a sostegno di Pellitteri, la lista “Mir” (Moderati in Rivoluzione), “Azzurri per Gela”, e la lista dei liberali (Pli), oltre a quella di Forza Italia e degli “Autonomisti per Gela” che fa capo al neoacquisto azzurro Pino Federico. Certo faceva specie vedere assente una parte di Forza Italia rappresentata dal co-coordinatore cittadino Vincenzo Pepe e Ignazio Russo, quella che qualcuno si ostina a chiamare “la base del partito”, ma tant’è.

Il coordinatore provinciale Michele Mancuso, invece, è stato chiaro: “A titolo personale si possono fare tutte le scelte del mondo, ma se si segue un ragionamento di partito se seguono le scelte di partito”. Anche se la porta in faccia non si sbatte mai a nessuno e comunque, stando agli umori dei presenti, si preferirebbe una linea in stile parabola del “figliol prodigo” piuttosto che perentori “aut aut ”.  

Nella sala dell’hotel Sileno arrivano mano mano l’on. Federico, neoforzista fresco di passaggio dal Pds – il Partito dei Siciliani, ex Mpa, dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo – poi il candidato sindaco Pellitteri, seguito subito dopo dal coordinatore provinciale azzurro Michele Mancuso e dal senatore Gibiino che dal 4 gennaio, da quando cioè Silvio Berlusconi lo ha investito della carica di coordinatore regionale, si è dedicato a ricostruire un partito che in Sicilia era ormai ai minimi storici. E lo dice senza mezze parole: “Debbo dire – esordisce – al coordinatore provinciale Mancuso e al delegato di collegio Vincenzo D’asaro che questa mattina sono piacevolmente emozionato, in otto mesi hanno fatto un lavoro straordinario. Forza Italia partiva da zero qui a Gela, senza consiglieri comunali e con la necessità di ricostruire tutto un tessuto dopo le macerie del Pdl. Questa mattina presentiamo a sindaco un preside, una persona perbene, preparata, e soprattutto una persona che è stata senatore nel primo governo Berlusconi nel 1994”. Ha parole di elogio per il nuovo acquisto Federico, il sen. Enzo Gibiino, che gli riconosce il coraggio di aver lasciato la maggioranza ritirando la sua delegazione in giunta, “una vita facile, anche se con un’amministrazione, quella Fasulo, che ha fatto andare indietro la città, per intraprendere un percorso con noi che darà grandi soddisfazioni ai gelesi”.

E il perché ha rotto con il sindaco Fasulo lo dice lo stesso Federico, che per un mese e mezzo ha cercato un interlocutore che gli spiegasse qual era il grande accordo fatto con l’Eni, interlocutore che l’on. Federico non ha trovato: “Il vero motivo per cui si è interrotto quell’accordo è stato il protocollo del 2011 fatto dall’allora governo Lombardo quando ero ancora presidente della Provincia di Caltanissetta – dice Federico – che portava a Gela 800 milioni d’investimenti garantendo realmente l’occupazione rispetto al protocollo del 6 novembre 2014 che ha massacrato questa città”. Il neoparlamentare azzurro è un fiume in piena e rivolgendosi al candidato sindaco: “Ho detto a Gioacchino che non voglio un sindaco di Forza Italia, ma un sindaco dei gelesi, mentre finora abbiamo avuto un sindaco del Pd renziano. Non è concepibile che un sindaco amministri la propria città non per i suoi cittadini ma per un senso di appartenenza ad un partito, perché quel protocollo qualunque sindaco non lo avrebbe mai firmato, perché non c’era alcuna garanzia per questo territorio”.

Ma la giornata di ieri è stata particolare soprattutto per il redde rationem in Forza Italia. Per questo si temeva la defezione di Massimiliano Falvo, defezione che non c’è stata. Falvo infatti si è presentato in conferenza stampa dimostrando maturità, anche se a conferenza chiusa non nasconde l’amarezza “per aver dato tanto ad un partito – dice – senza aver ricevuto nulla in cambio”.

Falvo, in origine il candidato ufficiale di Forza Italia, ha avuto toni concilianti sulla scelta alla fine operata dal suo partito: “Sono stati mesi di trattative estenuanti che hanno colpito nel segno, questo non lo posso nascondere, però oggi Forza Italia è a questo tavolo e non ne esiste un’altra. Siamo stati portati a fare queste scelte”. Falvo dà l’assist a Pellitteri, il quale ammette che “c’è stato un momento in cui Forza Italia ha dovuto prendere atto di dover fare una scelta, e come a voler riportare serenità all’interno dello schieramento politico tiene subito a precisare che se si andrà al ballottaggio, “quale che sia il candidato del centrodestra sarà sostenuto da noi: desideriamo che altrettanto facciano loro. Desideriamo ricordare che l’avvocato Greco è espressione dell’Ncd, anche se si è presentato come lista civica. È l’Ncd che a Palermo e a Roma ha disturbato il sen. Gibiino per ricevere la candidatura dell’avvocato Greco come candidato unico del centrodestra”.  

Poi, finalmente, dopo le scaramucce di schieramento, i programmi.

Task force. Pellitteri ha le idee chiare proponendo subito una task force per catturare i Fondi strutturali europei della nuova programmazione 2014-2020; e sulla raffineria dice: “Indispensabile per questa città, a patto che vengano garantiti il livello occupazionale precedente e gli standard ambientali. Se i gelesi sono scontenti di Fasulo noi stiamo offrendo loro una alternativa vera”, fatta di liste civiche moderate, e non a caso la lista di Pellitteri si chiama “Alternativa moderata”, come moderata è la lista civica dei liberali, “anche se il partito liberale non esiste più” – chiosa Pellitteri –.

Piano regolatore generale. Poi l’ex senatore passa al Piano regolatore generale della città, “vero motore delle dinamiche produttive della città”, dal quale è stato stracciato il quartiere “Settefarine” e quello che avrebbe dovuto essere il villaggio residenziale estivo di Gela, cioè “Mafria”, centro turistico naturale dove però non si può costruire un albergo, un nonsenso per una città a vocazione turistica, una contraddizione in termini per una città che ha 20 chilometri di costa, e dove a pochi chilometri di distanza ce n’è un’altra, Butera, che con soli 7 chilometri di costa può contare invece su sei grossi insediamenti turistici.

Infrastrutture. Qui Pellitteri ricorre alle intuizioni dell’on. Federico. “Noi siamo collegati malissimo con Vittoria e quindi con l’aeroporto di Comiso, collegati male con Caltagirone, per 5 chilometri all’altezza della diga Comunelli non siamo collegati bene con Caltanissetta, un pezzo di strada che potrebbe essere la circonvallazione di tutta la città sbloccando così un’arteria intasatissima come via Venezia”.

Rifiuti. Su questo il candidato a sindaco reclama un momento di formazione che non c’è stato, come è successo per la raccolta differenziata, “in modo da indurre nei cittadini un comportamento collaborativo con i meccanismi organizzativi della raccolta differenziata dei rifiuti”.

Mercoledì 29 aprile 2015

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