Sgominata la gang dedita alla truffa all'Erario. Era il «pronto soccorso» delle aziende in crisi

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Gela | l'operazione «spin off» portata a termine dalle fiamme gialle

Sgominata la gang dedita alla truffa all'Erario
Era il «pronto soccorso» delle aziende in crisi

L'indagine è partita nel dicembre del 2011 su impulso della Procura di Gela

di Giuseppe Maria Tinnirello

I responsabile della truffa
I responsabile della truffa

Non è nuovo a questo tipo di reati Fabio Paolo Fasulo, la mente della banda sgominata dalla Guardia di Finanza di Gela. Al commercialista gelese, infatti, già nel novembre del 2013, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta aveva disposto il sequestro di tutti i beni mobili e immobili.

“Spin off”, questo il nome dell’operazione condotta dal nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle su impulso della procura della Repubblica di Gela, mutuato dalla terminologia aziendale, una procedura tramite la quale una società opera una scissione parziale a favore di una società costituita ad hoc. Ed era questa la finalità dei sodali del Fasulo che ora devono rispondere di vari reati fiscali che vanno dalle false fatturazioni all’appropriazione indebita all’omessa o infedele presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto (l’Iva), dall’occultamento e distruzione di scritture contabili alle false compensazioni con crediti inesistenti, che hanno portato il gip Veronica Vaccaro ad emettere sette ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di ignari imprenditori e ai danni dell’Erario.

Una bancarotta fraudolenta finalizzata al risanamento illecito delle società in crisi tramite uno scorporo di rami d’azienda in perdita che venivano trasferiti all’estero per il tramite di compagini societarie fittizie, grazie anche ad una legislazione fiscale che rende più difficile nei paesi dell’Europa dell’Est le acquisizioni delle informazioni. Una sorta di riciclaggio delle imprese sporche che in questo modo venivano “lavate” al punto da non comparire più presso la Camera di commercio come società in perdita.

Per far questo Fasulo si era circondato di persone “del ramo” come Angelo Cialdino e Cristian Ciubotaru (Big Coibentation s.r.l.); Mauro Tellaroli, Lorenzo Li Calzi, Pietro Caruso e Antonio Pedron (Perfetisol Sud s.r.l.) e per la “Chemical Control” di sua proprietà ancora del Li Calzi.

Stando ai calcoli dei finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Gela e del nucleo di polizia tributaria di Caltanissetta la somma illecitamente sottratta tra costi fittizi, ricavi non dichiarati e Iva evasa supera i 170 milioni di euro.  

Non è nuovo a questo tipo di reati Fabio Paolo Fasulo, la mente della banda sgominata dalla Guardia di Finanza di Gela. Al commercialista gelese, infatti, già nel novembre del 2013, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta aveva disposto il sequestro di tutti i beni mobili e immobili.

“Spin off”, questo il nome dell’operazione condotta dal nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle su impulso della procura della Repubblica di Gela, mutuato dalla terminologia aziendale, una procedura tramite la quale una società opera una scissione parziale a favore di una società costituita ad hoc. Ed era questa la finalità dei sodali del Fasulo che ora devono rispondere di vari reati fiscali che vanno dall’appropriazione indebita all’omessa o infedele presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto (l’Iva), dall’occultamento e distruzione di scritture contabili alle false compensazioni con crediti inesistenti, che hanno portato il gip Veronica Vaccaro ad emettere sette ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di ignari imprenditori e ai danni dell’Erario.

Una bancarotta fraudolenta finalizzata al risanamento illecito delle società in crisi tramite uno scorporo di rami d’azienda in perdita che venivano trasferiti all’estero per il tramite di compagini societarie fittizie, grazie anche ad una legislazione fiscale che rende più difficile nei paesi dell’Europa dell’Est le acquisizioni delle informazioni. Una sorta di riciclaggio delle imprese sporche che in questo modo venivano “lavate” al punto da non comparire più presso la Camera di commercio come società in perdita.

Per far questo Fasulo si era circondato di persone “del ramo” come Angelo Cialdino e Cristian Ciubotaru (Big Coibentation s.r.l.); Mauro Tellaroli, Lorenzo Li Calzi, Pietro Caruso e Antonio Pedron (Perfetisol Sud s.r.l.) e per la “Chemical Control” di sua proprietà ancora del Li Calzi.

Stando ai calcoli dei finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Gela e del nucleo di polizia tributaria di Caltanissetta la somma illecitamente sottratta tra costi fittizi, ricavi non dichiarati e Iva evasa supera i 170mln di euro.  

Mercoledì 4 febbraio 2015

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