M5S, assessori silurati da Messinese dicono no. Conferenza stampa con l'appoggio di consiglieri

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Gela | resa dei conti tra meet up

M5S, assessori silurati da Messinese dicono no
Conferenza stampa con l'appoggio di consiglieri

Scambio di accuse tra il sindaco, i consiglieri e i tre assessori mandati a casa e seduta stante rimpiazzati senza che ne sapessero nulla

di Giuseppe Maria Tinnirello

La conferenza stampa del M5s
La conferenza stampa del M5s

Sembra insanabile la frattura tra i consiglieri grillini e il sindaco Domenico Messinese che, pare, abbia preso ormai le distanze dal Movimento Cinque Stelle. Lui continua a ripetere quasi come uno spot che cinque stelle si è dentro, ma quattro su cinque dei consiglieri e i tre assessori defenestrati appena ieri non la pensano così. “Non siamo degli yes man – hanno rimarcato nella conferenza stampa di stamane gli assessori Pietro Lorefice, Ketty Damante e Nuccio Di Paola – non ci uniformiamo ad un pensiero unico. Il motivo principale della nostra dissociazione da questa amministrazione è la totale assenza del metodo partecipativo che aveva contraddistinto il movimento in campagna elettorale”.

I consiglieri Giudice, Farruggia, Amato e Morgana – l’unica assente era Sara Cavallo, ma non è una novità perché è l’unica dei cinque pentastellati che difende a spadatratta Messinese – lamentano di non essere stati coinvolti nelle decisioni prese dal sindaco e che anzi questi abbia letteralmente tradito l’accordo di programma “scritto da due o tre persone che non hanno coinvolto i cittadini. Non solo la tanto sbandierata – sbottano – partecipazione dei cittadini alla vita politica attiva non si è mai concretizzata, tanto è vero che questo sindaco ha istituito l’uso di fare una domanda protocollata per potere parlare con lui, ma nemmeno i consiglieri e alcuni degli assessori hanno in realtà mai partecipato alla vita amministrativa comunale". Di Paola ha puntato l’indice contro le bugie di Messinese: “Dice che sono venti giorni che non mi faccio vedere e non firmo atti, questo non è vero e basta andare a vedere la delibera del 22 dicembre scorso in cui risulto essere presente”. Lorefice rincara la dose: “Per noi – dice – le regole vanno rispettate. Siamo fuori perché abbiamo difeso un progetto costruito assieme alla città”. Si rammarica l’ex assessore per avere alimentato nella gente delle aspettative che poi sono andate deluse. Ketty Damante in conferenza stampa ha ricordato i punti qualificanti del programma a cinque stelle, e cioè il risanamento ambientale e l’altro tema importante dei rifiuti. Sul primo si è registrato solo l’allineamento della giunta al protocollo del 6 novembre 2014 mentre sul secondo si va verso una proroga alla Tekra; e quando le chiediamo se – atteso che non può esserlo prima di diciotto mesi – il sindaco Messinese verrà sfiduciato dai vertici del movimento, l’ex assessore precisa che nei 5stelle non ci sono vertici perché è una “rete” di persone, e la rete può solo chiedere che gli venga inibito l’uso del simbolo. Un modo velato di glissare la domanda? Un voler prendere tempo visto che al momento né da Palermo né da Roma si è avuta alcuna risposta? A qualcuno, e non solo a noi, è sembrato così. Una sensazione che in qualche modo ci viene confermata dalla stessa Ketty Damante che a margine della conferenza stampa in maniera informale si sfoga chiamando in causa il deputato regionale nisseno M5s Cancelleri reo di non aver portato, nel corso di un incontro tenutosi poco tempo fa, l’ambasciata della base grillina a Messinese. Silenzio anche da Roma, dove il filo diretto è con la sorella di Cancelleri, deputata nazionale del M5s. Ma i tre ex assessori fanno chiaramente intendere – ma è evidente che è anche un monito – che “la rete” una decisione dovrà pur prenderla perché l’incompatibilità tra le due anime grilline – o meet up nel linguaggio pentastellato – è ormai esplosa in tutta la sua virulenza, e se così non sarà dovremo aspettarci delle sorprese.

Non sembra affatto una sorpresa invece la voce che circola sul sindaco Messinese, pare che si stia guardando intorno, ma anche questa era una cosa prevedibile. Basta un pò di acume e di spirito di osservazione per capire che Messinese, già il giorno dopo essersi insediato a Palazzo di Città, ha cominciato a prepararsi il terreno per lasciare il Movimento 5 stelle una volta riuscito nell’impresa di farsi eleggere, essendosi trovato al posto giusto nel momento giusto. Un signor nessuno divenuto troppo presto qualcuno?

Nella stessa mattinata è stato convocato il consiglio comunale per trattare la vexata quaestio che riguarda il consigliere, ex Megafono ora indipendente, Carmelo Casano, e la sua elezione in due diverse commissioni consiliari. Tutto rinviato a domani alle 16 perché il consiglio convocato tramite la pec inviata ai consiglieri alle 10,54 dalla presidente Ascia non poteva essere convocato per le 10,30 quindi prima delle 24 ore previste dal regolamento.

Martedì 29 dicembre 2015

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